Brasile 2014

Arrivano i Mondiali e il nome del Brasile si lega indissolubilmente all’anno domini 2014, s’innalza l’amianto dalle favelas demolite e le prostitute imparano l’inglese, perché l’adeguamento infrastrutturale-ricettivo da solo non basta ad accogliere il turista. Un tizio di nome Mikkel Keldorf ha girato un documentario su queste cose ed ha anche parlato di meninos de rua uccisi da uomini di passaggio nelle black car, per dare a realtà come Fortaleza, la settima città più pericolosa al mondo, una minima parvenza di ordine.

Eh, povera gente! Ci dispiace, ma chi se ne fotte, s’ha da joca’ e ha da funziona’ tutto.

A me il pallone non piace, però da piccola tifavo per il Milan e poi per la Fiorentina, un po’ per Roberto Baggio e un po’ per ragioni meramente cromatiche. Mi piaceva giocare a FIFA 2000, anche se non ci coglievo troppo: una volta sono riuscita addirittura a segnare un goal ed ero così contenta che mi sono messa a correre nel corridoio, sono inciampata e mi sono fratturata un polso. Quella è stata la terza ed ultima volta in cui mi hanno dato il gesso.

Il fatto bello di questo evento planetario è il suo potere aggregativo: tutti si riscoprono maniaci del calcio per un mese. Niente in contrario, assolutamente, nemmeno se questo grande tumulto emozionale acquista notevole risonanza sotto una pioggia di abbonamenti SKY sottoscritti all’ultimo minuto e combinazioni pizza + birra nei locali. Iniziano ad accanirsi anche le persone più insospettabili: dalla nonna che addirittura non guarda “Chi l’Ha Visto?” perché qualcuno sta giocando, a quella conoscente che fino alla settimana prima si appiccicava a morte col fidanzato quando si doveva vedere le partite e non la cagava e mo’ invece conosce a memoria il calendario degli incontri e tutte le bandiere, inclusa quella del Burkina Faso, che pure tiene la stella ‘ngoppa.

Fino a mo’, ancora tutto apposto: il problema vero viene fuori nel momento in cui la pazziella sfugge di mano. A furia di vedere partite a schiovere e sentire commenti vari ed eventuali, capita spesso che gente a cui non è mai importato niente decida improvvisamente di iniziare a sviluppare l’occhio calcistico. Improvvisamente la parola “cross” smette di essere semplicemente il nome di un tipo di patatine San Carlo, giunge il momento di fingere di aver capito il fuorigioco e le capacità di discernimento tra l’ammonimento e l’espulsione iniziano ad andare oltre la scala RGB, finendo in un CMYK di etica sportiva e sofismi su regolamenti applicati più o meno correttamente. Che lo diciamo a fare, il luogo migliore per intavolare discussioni di questo tipo restano sempre i mezzi pubblici, il Bar degli Amici all’angolo e i social network. Scorri la home di Facebook, tra le selfie con le bandiere tricolore pittate in faccia, e la uallera inizia ad incancrenirsi a bestia quando il passaggio da status della serie “POI DIKONO KE C’è CRISI……..BASTA KN QST STIPENDI AI CALCIATORI E PENSATE ALLA GENTE KE A FINE MESE NN ARRIVA ANZIKè DI RINCOGLIONIRVI APPRESSO A UNA PALLA DI MERDA” a roba tipo “PALETTA, MAMMETA è ‘NA CAZZ’E PORKKKKKKKKK E TENE ‘NU SEKKIELLO TANTA OJJJJJ” oppure “ARBITRO CORNUTO MA DV LO VEDEVI IL FALLO, C’ERA RIGOREEEEEE”, avviene in maniera troppo brusca e finisce col deragliare in scambi di commenti infarciti di considerazioni che hanno pure la pretesa di essere tecniche.

Meno male che venerdì si gioca presto, così alle quattro di mattina posso dormire e nessuno caga il cazzo con queste maronna di trombette. Enjoy sempre.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s