Le olive di Sting

Sting, dopo aver comprato appezzamenti di terreno in lungo e in largo per il globo terracqueo, ad un certo punto si è ricordato di avere un uliveto in Toscana. Il campo stava probabilmente ospitando un fitto intrico di supali ed il suo proprietario, dopo aver evidentemente escluso la possibilità di offrirlo come set per il sequel de “Il Libro della Giungla”, ha fatto potare tutte le piante. Mo’ però ne ha cacciata un’altra per avere botte chiena e mugliere ‘mbriaca: qualora a qualcuno avessa muzzeca’ ‘a capo di andare a raccogliere le olive di cui sopra, bisogna prima sborsare € 262,00. Sting, da grande conoscitore della cabala, ha però fatto mettere su uno staff di persone che in una lezione sarebbero in grado di trasfondere la somma scienza della mezzadria, spiegando come si zappa, come si fanno i solchi e pure come s’aracqua. Se ne è uscito dicendo che l’agricoltura “è terapeutica”, con il beneplacito della Coldiretti.
Che dia allora il buon esempio: ca jesse a attacca’ pummarole sotto al solleone e poi ne parliamo.

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