Vent’anni di matrimonio

costanzo de filippi matrimonio-thumb«Ah Mari’, so’ vent’anni, dovèmo fa’ ‘n party». Alla richiesta di suo marito Maria non seppe dire di no, nonostante qualche blando tentativo di rimandare l’evento alle nozze d’argento. «Vabbe’, per i venticinque ne faremo una più grande», argomentò Maurizio, anche perché da lì a cinque anni sarebbe potuto succedere di tutto.

Per l’occasione fu allestito lo studio del “Maurizio Costanzo Show”. Il catering fu affidato ad una ditta convenzionata con Mediaset; la sfortuna, però, volle che Carlo Cracco non potè occuparsi della preparazione dei cibi, giacché c’erano i diciott’anni della figlia di un suo cugino, festa cui avrebbe dovuto necessariamente presenziare. Maurizio non mancò di far presente un suo timore fondato: «Ah Mari’, non è che ce stèmo ‘n po’ stretti qui?», ma Maria gli disse di non preoccuparsi, perché avrebbero esteso la cosa a pochi amici intimi, ci sarebbero state al massimo una trentina di persone. Furono a quel punto depennati alcuni invitati dalla lista: gente come Lamberto Sposini e Vittorio Sgarbi fu tagliata fuori alla prima scrematura, poiché i coniugi avevano intenzione di creare un contesto frizzantino, senza scassapalle tra i piedi.

Arrivò la sera dell’eventone e la prima a presentarsi fu Tina Cipollari, che subito si sedette sulla sua poltrona, fattale recapitare in loco direttamente dallo studio di “Uomini e Donne”. La donna si alzò solamente a fine serata, neppure sulle proprie gambe; ogni tot si faceva portare un calice di vino da Gianni Sperti e si ritrovò, infine, ubriaca fradicia. Si vomitò sull’abito rosso di piume di poiana ed urlò «NO MARIA, IO ESCO!», per poi farsi prelevare da due buttafuori, che la pigliarono per le braccia ed i piedi e la scaraventarono sul sedile posteriore di un’Audi A8 e portarla Cristo solo sa dove.

Una fine non meno nobile fecero Costantino Vitagliano e Daniele Interrante che iniziarono a pigliarsi a capate in bocca, tanto da finire al pronto soccorso, dopo essersi contesi le attenzioni di una Karina Cascella drogata come una bertuccia albina del Circo Orfei. “Tra i due litiganti il terzo gode”, si dice bene: in realtà lei non stava cagando nessuno dei due, perché, fissatasi con Karim Capuano, andò poi a levargli il microfono di mano mentre cantava “The Dream”, dicendogli che per lei il suo sogno era lui. I due si volatilizzarono senza salutare, presi dall’impeto della passione e Karina, per scusarsi della sparizione, mandò un messaggio su Whatsapp a Maria, che recitava: “Scs…….poi ti spiego. Bella serata cmq, grazie di tutto..un bacio :*”.

Poco prima del momento del taglio della torta, al «MOOSECA!» di Maurizio, Demo Morselli lasciò il sorbetto sul tavolino e si fiondò al pianoforte, facendo commuovere tutti quanti: fu sulle sue note che Kledi Kadiu ed Anbeta Toromani si esibirono in un emozionantissimo passo a due. Il pathos salì talmente tanto che Kledi, però, pigliò una storta e si scapezzò con Anbeta addosso: non furono riportati ingenti danni e si sorvolò sulla cosa, anche perché forse non sarebbe stato il caso di dare ulteriormente nell’occhio, chiamando di nuovo il 118.

Risultò ragionevole, a quel punto, chiudere la serata. Furono stappate un sacco di bottiglie di champagne, si brindò e si scattarono molte fotografie: i server di Instagram iniziarono ad impazzire, addirittura si verificò un crash per un buon quarto d’ora, mentre le quindicenni di tutto il mondo si facevano venire le crisi epilettiche. Quando quasi tutti gli invitati furono andati via, Maria si fece l’ultimo cicchetto con il marito e Platinette; brindarono all’eternità del loro amore, si abbracciarono tutti e tre e si scambiarono delle ulteriori parole d’affetto, dopodiché la De Filippi disse che li avrebbe attesi fuori, ritenendo opportuno lasciarli un attimo da soli. Arrivò alla macchina, si sedette alla guida e, richiudendo lo sportello, prese atto che la serata era finita. Sospirò profondissimamente per poi dire, tra sé e sé: «Non solo mi devo sopportare ‘sta manica di stronzi ogni giorno, ci voleva pure ‘sto ventennale del cazzo».

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