Ode all’uovo

uovoOggigiorno è possibile stabilire con certezza che l’uovo è l’unico oggetto con una perfetta corrispondenza tra forma, funzione e ciclo di vita. Il suo rivestimento esterno, visto l’ottimale rapporto tra geometria e spessore, permette di includerlo tra le strutture relativamente più resistenti in natura: ecco perché i più grandi progettisti (si pensi ad Eero Saarinen) ne hanno spesso imitato la sottigliezza, per esempio nelle strutture a guscio in calcestruzzo armato. Per quanto riguarda la funzione, la sua composizione, calcarea all’esterno e fluida all’interno, permette un’ampia gamma di declinazioni: consente la nascita di una nuova vita, può alimentarne una esistente oppure ben può prestarsi a divenire strumento di contestazione, talvolta politica. La dimostrazione di quest’asserto è data dai fatti rilevabili: il ciclo di vita di un uovo – quando non è interrotto, per esempio, dalla cottura in una padella – inizia e si conclude in uno stesso punto, esattamente come la sua forma: esce dal deretano della gallina e finisce sulla faccia di Matteo Salvini e non c’è nessuna differenza tra punto di arrivo e punto di partenza.

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