OXI|NAI

11692616_10153560711823900_5192321017040093292_nPrima di parlare del referendum in Grecia e soprattutto di quanto possa essere sconveniente per loro, in un’ottica globale, trovare una soluzione in maniera autonoma, bisognerebbe avere la decenza di stare in silenzio per una decina di minuti, sputarsi in faccia e prendere atto del fallimento di Maastricht, di un’unione politica e monetaria che non ha mai funzionato: non è mai stata tale sin dal principio, dal momento che è stata fondata a partire da un fortissimo, radicato ed irrisolto scontro ideologico tra due blocchi. Non c’è più niente da salvare, continuiamo a far morire gli immigrati nei porti e nei campi in nome di un cosmopolitismo mai attuato o applicato nel peggiore dei modi, a studiare come capre senza riuscire ad interiorizzare nozione alcuna e senza essere in grado di apportare miglioramenti significativi alla società in cui viviamo. Eppure il Presidente del Consiglio ci dice di non aver paura degli esiti di questa vicenda: dobbiamo essere coraggiosi, soprattutto noi giovani, che già ci facciamo mantenere dai nostri genitori o lavoriamo più o meno saltuariamente per guadagnare una miseria, giusto per sgravarci un po’ il peso. Se studiamo, magari versiamo pure le tasse agli atenei, nella labile speranza di gettare le fondamenta per un avvenire dignitoso, e restiamo con l’amaro in bocca quando gli enti governativi stilano le loro classifiche di merda sulla base di parametri del tutto discutibili e vediamo che la Federico II non viene neppure menzionata. Eppure non alziamo un dito, ci indigniamo quando un ignorante come Matteo Salvini e una pecora come Daniela Santanchè dicono bestialità di ogni sorta e non ci chiediamo neppure come possa essere stato possibile che zappe di questa levatura ricoprano posizioni politiche. Beppe Grillo ha, nel frattempo, avuto l’ardire di proclamare la nascita della democrazia diretta grazie a Tsipras e Varoufakis, buttando nel cesso tutto ciò che di simile si è già verificato nei secoli passati, giocando come al solito sull’ignoranza diffusa, per ottenere consenso ed approvazione dalle masse; d’altronde, dimentichiamo sempre che in questa latrina di Nazione un partito si fa chiamare “movimento” senza che nessuno batta ciglio. Sicuramente bisogna prendere atto del più grande risultato ottenuto dall’Unione Europea: il tripudio dell’apolidia e della totale assenza del benché minimo senso di appartenenza ad una collettività.

Questo, sicuramente, è un risultato tutt’altro che irrilevante.

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