Il funerale dei sogni – Guida rapida

  • MY-LITTLE-PONY-CUTIE-MARK-MAGIC-CARROZZA_226480Stabilire l’obbligo, per i prendenti parte al corteo, di presentarsi mascherati, tipo Carnevale di Rio De Janeiro; graditissimi saranno i copricapi a tema frutta e verdura, da dieci e lode quelli realizzati con casco di banane Chiquita. In prima fila, Roberto “Baffo” Da Crema travestito da Stalin farà le orazioni alla Madonna e verrà affiancato da almeno sei trampolieri e sei mangiafuoco per lato, per ragioni di simmetria coreografica.
  • Far trainare il cocchio funebre, rigorosamente di colore fucsia, da una moltitudine di cavalli (razza Tiro Pesante Rapido) con le criniere variopinte. Si raccomanda vivamente l’utilizzo di coloranti per dolci, così da non avere grossi problemi con l’ENPA.
  • Affidare le armonie musicali al Coro dell’Armata Rossa, con la partecipazione speciale di Toto Cutugno, e farle intervallare da un repertorio di brani, riprodotti a volume adeguato da uno stereo messo sul cascione di un Apecar, dipinto a strisce gialle e nere: si dovrà necessariamente spaziare dai CCCP a Raffaella Carrà, passando per i Dead Kennedys ed Edoardo Vianello.
  • Far piovere da un elicottero un enorme numero di vivacissimi tulipani olandesi. I più fortunati riceveranno in capa direttamente una sacchetta di sementi ed avranno quindi modo di dedicarsi alla floricoltura comodamente a casa propria.
  • Dirottare la spontanea deambulazione dei partecipanti verso la piazza più vicina, dove sarà stato allestito un buffet ricchissimo e curato nei minimi dettagli: sarà possibile trovare di tutto, dal sushi alle cape di cane ammellate in un mix di zucchero di canna, salsa barbecue e yogurt greco 0%. Contemplare ovviamente un’alternativa veg: un ottimo spunto sono gli hamburger di tofu con glassa di catrame e trito di gomma Staedtler. Raccomandatissima la nouvelle cuisine, con piatti ⌀ 1200 e cibo disposto in cilindretti ⌀ 12,67.
  • Al calar della sera, dare inizio ad uno scenograficissimo spettacolo pirotecnico con i fuochi d’artificio di ultima generazione, quelli che non fanno rumore, così che i criaturi non piangano. Farli eventualmente predisporre da maestranze competenti, per un effetto mozzafiato: con i necessari accorgimenti, sarebbe addirittura possibile ammirare una volta celeste adornata da ologrammi di scintille, che riprodurranno fedelmente le effigi in HD di Ambra Angiolini, Antonino Zichichi, Alessia Merz e tanti altri.
  • Alla fine del rituale, invitare i presenti a porgere l’estremo saluto al defunto, presso un altare preparato con tutti i crismi. A sorpresa, costui uscirà improvvisamente dal tavuto, provocando un fortissimo shock collettivo ad amici e parenti. Semmai qualcuno dovesse esternare perplessità del tipo “Ah, ma allora non si mmuorto?!”, si consiglia al redivivo di procedere con gli scongiuri del caso e di rispondere con “MMOCC’ A MAMMETA UÈ CO'”.

God save the Queen

god-save-the-queen1L’ISIS aveva deciso di fare fuori la Regina Elisabetta nel giorno di Ferragosto, durante la commemorazione della vittoria del Secondo Conflitto Mondiale, con un ordigno fatto con una pentola a pressione.

Il piano prevedeva l’allestimento di un bancariello con le rotelle da passeggino modello Pliko Peg Perego; i miliziani si sarebbero poi concertati come degli innocui kebabbari, facendosi chiamare Abdul e Mohammed, e si sarebbero dovuti fermare in un angolo per mostrarsi intenti ad offrire pannocchie bollite alla Famiglia Reale. Sarebbe poi saltato in aria tutto il cocchio, sotto la chiarissima influenza dei fratelli curdi a Boston ed in pieno stile Guy Fawkes.

“Regi’, regi’, provate ccà, è ‘na prelibatezza” e la avrebbero arricettata così, perché rapimento e decapitazione alla “ALLAH AKBAR” avrebbero funzionato malissimo, oltre ad essere di difficile attuazione per via delle ineludibili misure di sicurezza inglesi. Oltre a questo, la prova di coraggio maggiore sarebbe stata quella di denudare la prigioniera e vestirla di arancione e la soluzione di cui sopra fu infatti elaborata in seguito all’esternazione spontanea di uno degli spietatissimi strateghi: “No, uagliu’, è troppo anche per me”.

La prima idea che balzò loro in mente fu quella di minacciare brutalmente il gestore della sartoria che preparava i corsetti irrigiditi con le stecche di balena alla vecchia: glieli avrebbero imbottiti di tritolo e fatti recapitare come nulla fosse. L’abbottonatura avrebbe poi azionato un dispositivo interno ad orologeria; questo, si sarebbe attaccato tramite segnale radio ad una apposita emittente pirata, che trasmetteva in loop le stesse quattro sure del Corano con una base di Aphex Twin sotto. L’idea però fu subito scartata: qualora l’indumento non fosse stato della giusta misura, viste tutte le addizioni da fare, il piano sarebbe fallito miseramente.

Si pensò poi a tutta un’altra serie di cose: dalle classiche lettere all’antrace ad una torta di compleanno in pasta da zucchero a forma di Kevin dei Backstreet Boys, con i candelotti di dinamite dentro; si valutò anche l’ipotesi dei meno ortodossi appostamenti di cecchini arrampicati come scigne sugli alberi, nei pressi di Buckingham Palace. La conclusione portò però inequivocabilmente a questa storia della “pentola a pressione piena di esplosivo, chiodi e cuscinetti a sfera”, come riportato dalla stampa. La frase che sancì la decisione finale fu pronunciata da Ahmed, il miliziano più taciturno di tutti, che all’improvviso si levò lo scuorno ed espresse liberamente il proprio pensiero: “Effettivamente è ‘a meglia cosa, accussì sparagniamo e compariamo”.

Era stato tutto organizzato nei dettagli e non ci si aspettava tracollo alcuno. I soldati iniziarono pure a farci le macchiette sopra, con sfottò del tipo “gallina vecchia fa buon brodo” e la sicurezza della riuscita del colpo era così forte che uno degli uomini si ritirò a casa una sera e disse orgoglioso alle proprie mogli: “V’arricordate il fatto di Charlie Hebdo? Ecco, quella sarà una pazziella in confronto, vi farò vedere come cadranno le recchie di ciuccio del Principe Carlo e come devono venire a ricogliere Cameron col cucchiarino da terra”.

Presi dalla goliardia, però, i miliziani fecero un passo falso. Mandarono un messaggio su Facebook ad un funzionario della Corona con un profilo finto, registrato col nome di Gattini Ke Passione e pieno di foto di dolcissimi Blu di Prussia, che recitava così: “La nostra community vi augura un felice Ferragosto, faremo carne di puorco!”. Da lì sono ovviamente scattati un mare di controlli incrociati con l’aiuto enorme della Polizia Postale ed è stato dunque possibile risalire all’indirizzo IP, perché i jihadisti burloni non avevano neppure avuto la creanza di usare un proxy.

La Regina fu repentinamente messa al corrente dei fatti e fu rielaborato il piano di difesa. Il tragitto della sfilata fu ricomputato, le scorte di giubbotti antiproiettile incrementate e furono convocati tutti i migliori talenti di ingegneria del Regno per la messa a punto di un polimero speciale, che avrebbe formato una cupola inconsistente per ricoprire tutta l’area, tipo bolla di sapone immensa ed infrangibile, per evitare anche il rischio di un attacco aereo.

Elisabetta, dopo aver infine buttato un occhio all’elaborazione finale del programma stilato dai suoi uomini, ritenne dunque doverosa una puntualizzazione: “State lavorando benissimo, ma non vi preoccupate più del necessario, tanto non mi atterra manco il Padreterno”.

C’è posta per te

taglioAlta_001123Caro Roberto Saviano,

Grazie per aver fatto luce sulla catastrofica situazione in cui versa il Mezzogiorno d’Italia, facendo rivoltare nella tomba tanto Salvemini quanto Gramsci, condensando tutte le tue sentenze messianiche del caso in non più di qualche stringatissima riga. Hai a tua volta scritto una lettera a Matteo Renzi, il quale si è premurato di sottoporre la questione in sede di Consiglio dei Ministri.

Il rapporto SVIMEZ è stato sicuramente molto eloquente nel riportare lo stato di inesorabile declino in cui versa questo dilaniato Sud dello Stivale ed io ti farei una statua per tutte le volte in cui hai deciso e deciderai di intrattenere un rapporto epistolare con qualcuno, dall’alto dei tuoi trafiletti sulla maggiore testata nazionale di turno. Prendi posizione in ogni dibattito: dici la tua sulla legalizzazione delle droghe leggere e rompi i coglioni ai narcotrafficanti messicani, diventi il più grande paladino LGBT e tessi le lodi della cattolica Irlanda, avendo l’accortezza di tacere finanche sul fatto che lì l’aborto è comunque ancora illegale. Insomma, nell’immaginario collettivo sei diventato un contemporaneo evangelista, oppure un profeta con la scienza infusa, un detentore supremo di verità tanto assolute quanto assiomatiche: se tornasse Gesù Cristo sulla faccia della Terra saresti sicuramente il 13esimo apostolo, quello che porta sfiga e a cui darebbero comunque la scorta a spese dello Stato.

La tua lucidissima analisi sul trend attuale del saldo demografico del Meridione, sicuramente basata su un controllo minuzioso di una batteria infinita di dati Istat, avrà senz’altro fatto aprire gli occhi un po’ a tutti, soprattutto dopo aver postulato che la possibilità di mantenimento della prole è oggigiorno ascrivibile ad una sfera ricadente nella categoria dei beni di lusso. Hai poi avuto l’ardire di parlare di “nostalgie borboniche”, ma sicuramente sotto un regime monarchico avresti meritato lo scalpo per l’approccio nauseabondo e stucchevolmente demagogico con cui affronti le tue crociate mediatiche.

La tua missiva ha compreso finanche un invito al Premier a visitare Casal di Principe; viene spontaneo chiedersi come mai tu non ti sia offerto di fargli da Cicerone, dal momento che ti sei fatto il pane per la vecchiaia su quei luoghi e sulle sventure di coloro che li abitano quotidianamente, sciacallando senza ritegno sull’operato di altri tuoi colleghi che, permettimi, hanno avuto molta più dignità ed umiltà di te nello svolgere onestamente il proprio lavoro.

Parli poi di “deindustrializzazione desertificante”, tirando il sasso di un velatissimo accenno alla possibilità di ripresa di una fantomatica età dell’oro, legata col doppio nodo alla parola “Italsider”, per poi nascondere la mano sul nome di Massimiliano Capalbo; ci si interroga dunque su dove tu abbia sempre vissuto prima di dartela a gambe. Lo sanno anche i sassi che ci siamo sempre retti essenzialmente sul primario e sul terziario, dal momento che, tra l’altro, è qui che fondamentalmente la gente viene a farsi i bagni al mare. Cos’altro vuoi saperne, tu, di una viabilità che tende all’inesistenza, delle frane e dei dissesti sulle strade statali e locali, chiuse ed occasionalmente riaperte magari soltanto col senso unico alternato? Che te ne fotte se hanno privatizzato tutto e concesso licenze come se non ci fosse un domani, riducendo interi litorali a successioni cromatiche disarmoniche di ombrelloni e di bungalow in cui vendere caffè di merda a due euro? Immagini mica che, in pieno Parco Nazionale, vengano danneggiati ettari di coltivazioni, perché sostanzialmente si è avuta una distorsione del concetto di biodiversità, fondandolo sulle azioni di innesto di specie animali non endemiche? Ricordaci, a questo punto, le tue lectio magistralis sulla corruzione ed il clientelismo, ne abbiamo veramente bisogno.

Abbi la decenza di andare a fare il cantastorie altrove e, se davvero hai a cuore le sorti di queste Regioni disperate, di rinunciare a tutti i benefici ed allo stato di grazia in cui vivi a spese anche di questi poveri stronzi tassati e vessati che hai la pretenziosità di voler difendere. Torna dalla Grande Mela e mettici la faccia davvero, ché qui di imbonitori e paladini della giustizia iper tutelati ne abbiamo piene le palle.