C’è posta per te

taglioAlta_001123Caro Roberto Saviano,

Grazie per aver fatto luce sulla catastrofica situazione in cui versa il Mezzogiorno d’Italia, facendo rivoltare nella tomba tanto Salvemini quanto Gramsci, condensando tutte le tue sentenze messianiche del caso in non più di qualche stringatissima riga. Hai a tua volta scritto una lettera a Matteo Renzi, il quale si è premurato di sottoporre la questione in sede di Consiglio dei Ministri.

Il rapporto SVIMEZ è stato sicuramente molto eloquente nel riportare lo stato di inesorabile declino in cui versa questo dilaniato Sud dello Stivale ed io ti farei una statua per tutte le volte in cui hai deciso e deciderai di intrattenere un rapporto epistolare con qualcuno, dall’alto dei tuoi trafiletti sulla maggiore testata nazionale di turno. Prendi posizione in ogni dibattito: dici la tua sulla legalizzazione delle droghe leggere e rompi i coglioni ai narcotrafficanti messicani, diventi il più grande paladino LGBT e tessi le lodi della cattolica Irlanda, avendo l’accortezza di tacere finanche sul fatto che lì l’aborto è comunque ancora illegale. Insomma, nell’immaginario collettivo sei diventato un contemporaneo evangelista, oppure un profeta con la scienza infusa, un detentore supremo di verità tanto assolute quanto assiomatiche: se tornasse Gesù Cristo sulla faccia della Terra saresti sicuramente il 13esimo apostolo, quello che porta sfiga e a cui darebbero comunque la scorta a spese dello Stato.

La tua lucidissima analisi sul trend attuale del saldo demografico del Meridione, sicuramente basata su un controllo minuzioso di una batteria infinita di dati Istat, avrà senz’altro fatto aprire gli occhi un po’ a tutti, soprattutto dopo aver postulato che la possibilità di mantenimento della prole è oggigiorno ascrivibile ad una sfera ricadente nella categoria dei beni di lusso. Hai poi avuto l’ardire di parlare di “nostalgie borboniche”, ma sicuramente sotto un regime monarchico avresti meritato lo scalpo per l’approccio nauseabondo e stucchevolmente demagogico con cui affronti le tue crociate mediatiche.

La tua missiva ha compreso finanche un invito al Premier a visitare Casal di Principe; viene spontaneo chiedersi come mai tu non ti sia offerto di fargli da Cicerone, dal momento che ti sei fatto il pane per la vecchiaia su quei luoghi e sulle sventure di coloro che li abitano quotidianamente, sciacallando senza ritegno sull’operato di altri tuoi colleghi che, permettimi, hanno avuto molta più dignità ed umiltà di te nello svolgere onestamente il proprio lavoro.

Parli poi di “deindustrializzazione desertificante”, tirando il sasso di un velatissimo accenno alla possibilità di ripresa di una fantomatica età dell’oro, legata col doppio nodo alla parola “Italsider”, per poi nascondere la mano sul nome di Massimiliano Capalbo; ci si interroga dunque su dove tu abbia sempre vissuto prima di dartela a gambe. Lo sanno anche i sassi che ci siamo sempre retti essenzialmente sul primario e sul terziario, dal momento che, tra l’altro, è qui che fondamentalmente la gente viene a farsi i bagni al mare. Cos’altro vuoi saperne, tu, di una viabilità che tende all’inesistenza, delle frane e dei dissesti sulle strade statali e locali, chiuse ed occasionalmente riaperte magari soltanto col senso unico alternato? Che te ne fotte se hanno privatizzato tutto e concesso licenze come se non ci fosse un domani, riducendo interi litorali a successioni cromatiche disarmoniche di ombrelloni e di bungalow in cui vendere caffè di merda a due euro? Immagini mica che, in pieno Parco Nazionale, vengano danneggiati ettari di coltivazioni, perché sostanzialmente si è avuta una distorsione del concetto di biodiversità, fondandolo sulle azioni di innesto di specie animali non endemiche? Ricordaci, a questo punto, le tue lectio magistralis sulla corruzione ed il clientelismo, ne abbiamo veramente bisogno.

Abbi la decenza di andare a fare il cantastorie altrove e, se davvero hai a cuore le sorti di queste Regioni disperate, di rinunciare a tutti i benefici ed allo stato di grazia in cui vivi a spese anche di questi poveri stronzi tassati e vessati che hai la pretenziosità di voler difendere. Torna dalla Grande Mela e mettici la faccia davvero, ché qui di imbonitori e paladini della giustizia iper tutelati ne abbiamo piene le palle.

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