Scomparsa Emanuela Orlandi

Emanuela_Orlandi_manifesto_2008È stato archiviato il caso di Emanuela Orlandi e sono molto triste, non solo perché questa povera ragazza non è stata mai ritrovata, ma anche perché non se ne è mai capito niente. Dato l’enorme bombardamento mediatico che ebbe al tempo la faccenda, e la curiosa scoperta di una drammaticissima Federica Sciarelli sul terzo canale nazionale — che nella mia esistenza è stata meno epocale solamente di quella delle pagine del Televideo, trascritte certosinamente a mano una ad una sull’agenda delle ricette di mia mamma, con una menzione speciale alla pagina 777 sugli episodi di Beautiful — questa storia mi ha ossessionata per un periodo indefinito della mia infanzia. Ricordo nitidamente il rumore del pennarello nero, marca “Carioca Jumbo”, che scricchiolava sul foglio bianco a disegnare la faccia di questa povera creatura con la fascia in fronte. Mi mettevo sul tavolo a muro reclinabile di mia nonna, quello sotto il quale mi spaccai la testa, perché mi ci infilai una volta mentre stavano facendo le pizze, e producevo volantini come se non ci fosse stato un domani. Ci scrivevo sopra “SPARITA EMANUELA ORLANDI WANTED”, proprio così come vedevo nei cartoni animati e certe volte arrivavo pure a stimare anche il corrispettivo economico da elargire a coloro che la avessero ritrovata. Segretamente mettevo da parte le mille lire rosa, con la faccia di Maria Montessori, per destinarle così a chiunque la avesse riportata a casa sana e salva. Ad un certo punto, però, non se ne parlò più: persi le speranze, smisi di recitare ogni sera un’Ave Maria anche per lei, ed iniziai a spendere tutto in gomme delle Spice Girls e figurine di Barbie. La conclusione è che gli anni sono passati e non ho più una bicicletta con le rotelle: mi sposto solamente a piedi, in macchina o con i mezzi pubblici; Ave Maria non ne recito più neppure per me e troverei di grande interesse una eventuale profanazione della tomba di Enrico De Pedis.