In morte di Fidel Castro

Grillina incommentabile di cui non voglio menzionare il cognome, per vergogna dettata da ragioni evidenti, accosta Fidel Castro a Gianroberto Casaleggio: “Gesù Cristo si chiama sempre i rivoluzionari più grandi, mo’ faccio un fotomontaggio, mannaggia il diavoletto, chissà quando mi arriva il frullatore nuovo che ho comprato su internet ieri che era il black friday”. Salvini e Gasparri non piangono per la morte di Fidel Castro, “è un dittatore in meno”, ma stiamo sempre al netto di due imbecilli in più sulla faccia della Terra, che probabilmente non sanno neppure da quale orifizio siano stati partoriti. San Roberto Evangelista da Nuova York ha fatto luce sull’argomento spiegando che Fidel era un dittatore e che incarcerò oppositori e omosessuali, ma nel frattempo sta con i coglioni coperti e critica alacremente il capitalismo comodamente da casa propria dall’alto del ruolo di scrivano di corte. Meno male che, almeno a ‘sto giro, Nichi Vendola ancora deve parlare.

Il piccolo Dibba

Commovente il racconto di Di Battista: era sul gommone insieme al padre e, anziché menarsi a fare i tuffi con i braccioli dell’uomo ragno, lo accompagnò ad affiancare il panfilo di D’Alema per mandarlo a fanculo, siccome aveva tradito i valori della sinistra.
Probabilmente il piccolo aveva lasciato il superliquidator sotto all’ombrellone e, durante la traversata, provò un profondo senso di inadeguatezza nei confronti delle aspettative della figura genitoriale. Il piccolo Alessandro avrà pensato che forse il suo papà sarebbe stato più contento se lo avesse concretamente spalleggiato, puntando l’acqua di mare negli occhi del traditore della patria.
La morale è che cresci, spesso addivienti pure strunzo, e queste so’ cose che ti segnano.

Il nuovo presidente

​Trump ha vinto, il mondo è indignato.

Gli americani, un popolo indegno che mette gli spaghetti crudi a bollire con i pelati freschi di scatoletta di latta, condizionano gli equilibri planetari e si consegnano in mano a un plurimiliardario che parla sempre con grande nonchalance delle sue due più grandi passioni: macinare soldi, elaborare strategie per chiudere le frontiere e afferrare le femmine per la patana.

Se questo è il modello dominante dell’Occidente ed è forte anche più della sua stessa volgarità, mi chiedo come sarebbe stato il mondo in caso di affondamento delle caravelle di Cristoforo Colombo.

Forse sarebbero stati i due marò a scoprire il Nuovo Continente nel tentativo di arrivare in India via mare.

Election Day

Se gli americani votassero al referendum e gli italiani scegliessero tra Trump e Clinton, a loro resterebbe comunque Obama: non cambierebbe niente, perché il mondo ci ha fatto l’abitudine. In Italia, nel frattempo, potrebbe vincere Trump, che comprerebbe il Milan dai cinesi, la tenuta di Arcore sana sana e assumerebbe Berlusconi come stalliere; se vincesse la Clinton, invece, diventerebbe sicuramente la migliore amica della Merkel e la avvierebbe all’esoterismo e all’uncinetto. Organizzerebbero insieme dei favolosi festini di gala con la tavola ouija poggiata su un treppiedi in cristallo di Boemia e raso bordeaux: a un certo punto uscirebbe la scritta “Andreotti”, nessuno fiaterebbe più e lo resusciterebbero senza batter ciglio, perché a quel punto le loro menti sarebbero plagiate. Arriverebbe così la nuova era della Democrazia Cristiana e il maligno sancirebbe il dominio del mondo a partire da Città del Vaticano.

Quella gran puttana della Leopolda

​Se dovete fare i summit e non volete i cortei, gli striscioni e i pomodori appresso, vedetevi nelle vostre case o in un luogo riservato e non ditelo a nessuno, tanto in ogni caso farete sempre il cazzo che vi pare. Almeno evitate di rompere i coglioni ulteriormente con questo referendum patetico, col solito patriottismo becero da quattro soldi, con la propaganda, i manganelli e quell’imbecille della Boschi, che l’unico riconoscimento che dovrebbe avere meritatamente è quello di campionessa mondiale di gioco del silenzio.

Sismologia 2.0

​Non bastava Radio Maria, pure da un altro zimarrone vaticanista arriva la conferma: i terremoti sono provocati non in particolare dalle unioni civili, bensì dalla generale cattiva condotta dell’uomo sul pianeta e dalla decadenza di usi e costumi.

“I preti sono pedofili o comunque rattusi e le antenne di Radio Maria, che prende pure in culo al mondo, fanno venire le malattie brutte”

 “I sismologi falsano la magnitudo perché il governo Renzi non vuole cacciare i soldi ed è colpa della lobby delle placche tettoniche che vogliono far tornare Pangea per distribuire più rapidamente le scie chimiche e far vendere i vaccini alle case farmaceutiche”

“Il pataterno se la piglia sempre con la povera gente e mai con i figli di ‘ntrocchia e i politici ahahahahah la vignetta di Vauro sulla scossetta alla Leopolda dissacrantissimo #jesuischarlie”.

Forse conviene andare su Google a cercare la ricetta della lasagna di paccheri.

Trainspotting 2

In “Trainspotting 2” Sick Boy incastra una vecchia, si fa fare le carte e le mette la stricnina nel brodo vegetale, solo che sta così fatto che sbaglia piatto. La distrae un momento con una replica di Forum per televisione, la fa avvicinare allo schermo per farla sincerare del fatto che il giudice è proprio Santi Licheri e inverte le portate. La signora, dai connotati di Umberto Veronesi, inizia così a sentirsi male e ad annaspare fino a perdere conoscenza. Sick Boy, però, a quel punto è già lontano perché è uscito con la scusa delle sigarette. Per strada incrocia un gazebo del PD per il sì al referendum e non riesce ad evitare di farsi fermare. Lo fanno avvicinare al banchetto e seduto dietro c’è proprio Mark Renton che gli strizza l’occhio e gli dice “Choose life”. Sick Boy lo manda a fare in culo e continua ad andarsene per i fatti propri.