In morte di Fidel Castro

Grillina incommentabile di cui non voglio menzionare il cognome, per vergogna dettata da ragioni evidenti, accosta Fidel Castro a Gianroberto Casaleggio: “Gesù Cristo si chiama sempre i rivoluzionari più grandi, mo’ faccio un fotomontaggio, mannaggia il diavoletto, chissà quando mi arriva il frullatore nuovo che ho comprato su internet ieri che era il black friday”. Salvini e Gasparri non piangono per la morte di Fidel Castro, “è un dittatore in meno”, ma stiamo sempre al netto di due imbecilli in più sulla faccia della Terra, che probabilmente non sanno neppure da quale orifizio siano stati partoriti. San Roberto Evangelista da Nuova York ha fatto luce sull’argomento spiegando che Fidel era un dittatore e che incarcerò oppositori e omosessuali, ma nel frattempo sta con i coglioni coperti e critica alacremente il capitalismo comodamente da casa propria dall’alto del ruolo di scrivano di corte. Meno male che, almeno a ‘sto giro, Nichi Vendola ancora deve parlare.

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