RIP George Michael

LE 4 ESSENZIALI QVESTIONI FONETICO-LINGVISTICHE SVL RECEPIMENTO DELLA LINGVA INGLESE SV BASE MADRELINGVA ITALIANA MIRABILMENTE SOLLEVATE DALLA DIPARTITA DEL BENAMATO GEORGE MICHAEL, CANTANTE (TRALASCIANDO LE QVESTIONI SVLLA CONTROVERSISSIMA ADESIONE TRA DICHIARATO ORIENTAMENTO SESSVALE E FIGVRA CHE LAVORA NEL MONDO DELLO SPETTACOLO INTENDENDO DANZA, MVSICA, CINEMA, TV E IMMAGINE MEDIATICA IN GENERALE)
 
1. Non è “Micheal”, è “Michael”: scusa Schumacher, se abbiamo fatto confusione con le acca nonostante tu sia tedesco;
2. “Last” Christmas è “scorso” non “ultimo” Natale, non solo il detersivo per i piatti;
3. Non è detto che gli “Wham” debbano per forza essere scritti col punto esclamativo, d’altronde ognuno può metterne quanti vuole pure nelle frasi;
4. Si pronuncia “Uèm” e non “Uom” né “Uam”, tantomeno “Uhem”, non siamo al mercato del pesce e non si dice come si legge e questa è proprio la regola fondamentale per imparare.

Referendum

​Non ho mai visto tanta arroganza quanto quella di chi ha votato sì, ha acchiappato la scoppola e mo’ sta arrefrescando tutti coloro che sono andati a votare per il no. La facile messa alla gogna dell’accozzaglia di cui si parla, non vedo in che modo possa affrancare tutti i sostenitori del sì: sembra quasi di avere un nicchione di illuminati contrapposto a un marasma di sciemi. Ognuno ha avuto le proprie ragioni, a prescindere dal voto: condivisibili o meno che siano, evitate di sfracellare i coglioni più del necessario perché i numeri ci sono, il malcontento pure, la questione è stata resa autoreferenziale dallo stesso Renzi e la prossima volta che mi sento additare come ignorante, grillina e/o salviniana vi faccio tornare a nascere.

Matite copiative

Vorrei tornare a quando Piero Pelù era nel corpo che cambiava, mentre Mentana aveva ancora gli occhiali da pentapartito e si spartiva il bancone con Cesara Buonamici; dopo c’era Paperissima ed era estate, scandivo i pomeriggi a botte di gelati e diventai un puorco. Passò qualche altro anno e le settimane diventarono Cioè, i mesi numeri di Top Girl: il terrore dell’avvenire era nella pagina del diario segreto inventato di una tizia che, una volta, teneva un appuntamento romantico e si scommò a sangue con la lametta per la paura, mentre il ragazzo bussava alla porta del cesso siccome non la vedeva uscire. Mi chiedevo se veramente quella era la fine che si faceva quando ti iscrivevi alle superiori, ma non immaginavo neppure lontanamente che, poco meno di una quindicina di anni dopo, il cantante dei Litfiba avrebbe fatto una figura di merda mondiale per una matita e non per una canzone, né che Mentana si sarebbe messo a fare il giornalista di cose politiche, lasciando sola a Canale 5 la povera Cesara Buonamici con l’occhialino lilla tutto stuorto a raccontare solamente i fatti brutti tipo quello dei killer dottore e infermiera di Saronno. Me lo sarei aspettato più da Gad Lerner, che mi stava veramente antipatico già solamente perché non era suo il telegiornale prima di Paperissima. Nonostante le aspettative che non si sono verificate e i paradossi che sono diventati tangibili, nell’arco di questi anni, l’unica costante è Bruno Vespa, che ha fatto da sempre la stessa cosa: schifo.