Matite copiative

Vorrei tornare a quando Piero Pelù era nel corpo che cambiava, mentre Mentana aveva ancora gli occhiali da pentapartito e si spartiva il bancone con Cesara Buonamici; dopo c’era Paperissima ed era estate, scandivo i pomeriggi a botte di gelati e diventai un puorco. Passò qualche altro anno e le settimane diventarono Cioè, i mesi numeri di Top Girl: il terrore dell’avvenire era nella pagina del diario segreto inventato di una tizia che, una volta, teneva un appuntamento romantico e si scommò a sangue con la lametta per la paura, mentre il ragazzo bussava alla porta del cesso siccome non la vedeva uscire. Mi chiedevo se veramente quella era la fine che si faceva quando ti iscrivevi alle superiori, ma non immaginavo neppure lontanamente che, poco meno di una quindicina di anni dopo, il cantante dei Litfiba avrebbe fatto una figura di merda mondiale per una matita e non per una canzone, né che Mentana si sarebbe messo a fare il giornalista di cose politiche, lasciando sola a Canale 5 la povera Cesara Buonamici con l’occhialino lilla tutto stuorto a raccontare solamente i fatti brutti tipo quello dei killer dottore e infermiera di Saronno. Me lo sarei aspettato più da Gad Lerner, che mi stava veramente antipatico già solamente perché non era suo il telegiornale prima di Paperissima. Nonostante le aspettative che non si sono verificate e i paradossi che sono diventati tangibili, nell’arco di questi anni, l’unica costante è Bruno Vespa, che ha fatto da sempre la stessa cosa: schifo.

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