#sanremo2017 the day after

​Il giorno dopo la finale del Festival era ancora festa perché oltre a Giucas Casella che faceva quandotelodicoio c’era un motivo in più, oltre il Carnevale che poteva essere vicino, per guardare Domenica In. I cantanti erano di nuovo tutti vestiti eleganti e ospiti di Mara Venier, ogni tanto il pubblico da casa si chiedeva dove fosse Renzo Arbore. Barbara D’Urso passava il Giorno del Signore a lavare sotto il rubinetto i ruoti della parmigiana, asciugandosi le mani ogni tanto per fare zapping tra il primo canale e Costanzo col cangurotto sul cinque, pensando a quanto le sarebbe piaciuto essere altrove. Stessa sorte subiva a quei tempi Maria De Filippi, colei che ha tentato invano di aprire un wormhole tra l’Ariston e C’è Posta Per Te, infine rinunciando al sogno dell’ubiquità tra RaiUno e Canale 5 almeno per una sera. A un certo punto, grazie a dei piccoli ma significativi mutamenti del campo magnetico terrestre, i nuovi equilibri hanno permesso che la D’Urso passasse dalla pennica sul divano di casa a fare la uallera al prossimo in sovraesposizione sulle poltroncine dello spazio euclideo da cui Costanzo è stato estromesso, relegando quest’ultimo alla dimensione domestica. Parallelamente, la De Filippi si è fatta strada come un barracuda sul piccolo schermo ed è diventata una conduttrice versatile e adatta a ogni format, tanto da far sembrare verosimile l’ipotesi di vederla a Chi l’ha Visto a rispondere in studio alle telefonate del marito che le chiede dove sia la borsa dell’acqua calda. Vorrei solo sapere se la Turci di oggi avrebbe fatto, dieci anni fa, più o meno scalpore di Anna Oxa e se Fiorella Mannoia si farà mai almeno fotografare con un abito da cigno per citare Björk e dunque contestare il vincitore vestito da gorilla, ricordando che ogni brutto anatroccolo ha in sé tempesta e impeto.

I 10 MIGLIORI MOMENTI DI SANREMO 2017 FINO AD ORA

1) Anna Tatangelo che sulle note di “Su di noi” di Pupo ha annunciato all’Italia di soffrire tanto perché Gigi la cazzea sempre, dal momento che non è buona nemmeno a friggergli le uova di prima mattina.
2) Il litigio tra Vittorio Sgarbi e Gina Lollobrigida: l’ennesima presa di coscienza dello scarso rispetto che ha il critico per il prossimo, soprattutto per le signore anziane.
3) Lo scivolone di Megan Gale prima dello spot della Regione Liguria causato da uno stato confusionale per il quale ha creduto di trovarsi nello spot Omnitel della Christmas Card.
4) Il bacio di Zucchero Fornaciari a Pippo Baudo e la risposta del presentatore: “Grandissimo Benigni, la vita è bella”.
5) Il monologo di Luciana Littizzetto e quel congiuntivo sbagliato: “Se direi pubblicamente che Fazio è un rammollito smetto di lavorare, eh caspiterina”.
6) L’entrata trionfale di Leonardo Di Caprio a bordo di un monopattino elettrico con la bandiera della Repubblica di San Marino sopra.
7) La lezione di Povia sull’economia sanremese e le possibilità di sfruttamento della floricoltura intensiva per l’incremento del fenomeno della fotosintesi clorofilliana.
8) Virginia Raffaele che imita se stessa in un’imitazione di Patty Pravo e viene portata via dai buttafuori alla terza volta consecutiva in cui stava per cantare “Pazza idea”, ignorando bellamente la scaletta.
9) Il finto matrimonio tra Piero Chiambretti e Arisa per contestare in un colpo solo Family Day e Fertility Day con i Gazosa a fare da testimoni.
10) Il collegamento con Festivalbar condotto da Fiorello e il discorso di Corona sull’importanza delle kermesse musicali.

Una polizza per la vita

Tra le versioni più o meno verosimili della storia della polizza vita della Raggi, la più bella è quella del regalo per ragioni sentimentali. “Sei così importante che ti dono una polizza, grazie di esistere”: è quanto recita il biglietto prestampato che sarà possibile trovare nel misterioso cofanetto arancione di Baci Perugina, in edizione limitatissima per San Valentino. La collaborazione tra il marchio poc’anzi menzionato e la famosa compagnia assicurativa della zucca è un’operazione culturale prima che commerciale, poiché fondata sul tentativo di legare col doppio nastro la festa degli innamorati a quella di Halloween, in una ambiziosa sintesi simbologica tra le due ricorrenze.