Il signor Weinstein

Il signor Weinstein una mattina si svegliò ed era diventato uno scarafaggio. Uscì di casa, raggiunse una panchina e aspettò che le foglie d’autunno gli cadessero sul vestito buono così come le donne ai suoi piedi, nonostante egli non possedesse abiti cattivi. I riflettori dell’opinione pubblica gli si erano invano spiegati addosso con la potenza di mille soli, come dei gabbiani plananti e pieni di merda: nonostante questo, non riuscivano a far abbastanza luce da togliergli di osso le ombre brutte; espulso dagli Oscar, a Weinstein non importava granché neppure di aver perduto la Legion d’onore. Quieto e silenzioso che stava, fu d’un tratto avvicinato da un giovane corridore che, alla vista di un luogo in cui sostare, emise un sospiro di sollievo ed esclamò tra sé e sé, affrancato: “La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”.