Spelacchio, fine di un albero

Una storia finita male, malissimo, quella di Spelacchio.
Il dramma è quello della natura umiliata, estirpata, addobbata, denudata e riaddobbata, nonostante sia il 9 gennaio. L’abete sarà ridotto a giocattoli e casetta per bambini, una “Baby Little Home”, con i fasciatoi e magari anche la mangiatoia per la venuta del nuovo Messia.
Spelacchio si riconferma dunque eroe nazionale che ha passato i guai e andrebbe, per questo, messo in una teca a imperitura memoria. Dovrebbe essere un monito per i posteri e gli si dovrebbero dedicare le canzoni, i libri e le poesie perché ha donato a una collettività intera un insegnamento grandissimo: tutto sommato conviene fare solamente il presepe.

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