Quando Morandi non è Gianni

È triste constatare come, proprio in un momento così delicato, i due Vicepresidenti stiano mandando in avanscoperta la marionetta di Conte a dire e fare e stronzate per manifesta incapacità: anziché provare a capire come affrontare l’enorme problema del ponte a Genova, magari rivolgendosi a personalità realmente competenti, stanno continuando a gettare il fumo negli occhi. Salvini, dopo la scontata figura di merda di qualche giorno fa con l’ennesima questione Aquarius, non ha saputo dire altro che secondo lui la soluzione più corretta in questo momento e nell’immediato sia quella di sospendere i pagamenti dei pedaggi autostradali. Avendo comunque avuto cura di mostrarsi al popolo mentre sgrufolava torta come il maiale che è, ha permesso a Di Maio di cogliere questo suo fugace attimo di distrazione per provare a vestirsi un po’ di carattere, mettendo in mezzo la storia dei soldi che Benetton avrebbe speso per pagare la campagna elettorale del PD. Ancora una volta, il governo del cambiamento dei fascisti santarellini del cazzo, antepone questioni prettamente economiche ad altre di ordine emergenziale e fa fessi tutti quanti, speculando sul dolore di chi ha perso gli affetti e le case. D’altro canto, non hanno avuto cura nemmeno di spendere tre parole sulla morte di Rita Borsellino, dimostrando di non essere credibili nemmeno nella loro infinita paraculaggine.

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