Le scuse

Il vicepremier che definisce Cesare Battisti “assassino comunista”, dopo aver vergognosamente speculato su una storia vecchia di decenni e dopo aver fatto la figura delle palle appese insieme a quell’altro luminare di Bonafede, farebbe bene — giusto per linearità — a contare almeno fino a dieci prima di lasciar morire la gente in mare e/o vanificare gli sforzi fatti da anni e da terzi in direzione di fondamentali principi di civiltà, quali accoglienza e tolleranza. Per tutto questo, unitamente allo sgombero di luoghi di cui il suddetto vicepremier non conosceva neanche la regione fino a due mesi fa, e al bofonchio di messaggi intimidatori della serie “state a casa sennò morite in mare”, le scuse e i ravvedimenti dovrebbero partire — più che da Battisti — da questo governo di merda, che più di pessimi meme e danni culturali irreversibili non è in grado di offrire.

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