Poco latte

Un poco dovrebbe dispiacerci per Giggino, perché di base si è fatto rivoltare come un calzino dal suo collega; addirittura, con il farlocco voto sulla cretacica piattaforma della scorsa settimana, non ha fatto altro che legittimarne il potere. Un po’ come i pastori che gettano il latte in strada in segno di protesta, costui non ha fatto altro che buttarsi la zappa sui piedi senza probabilmente nemmeno sapere di star zappando per conto di qualcun altro, con la promessa di un potere destinato a diventare sempre più grande e di un’ascesa politica che sta inesorabilmente arrestandosi. E, a proposito di conti, il premier è stato oggi istruito per mettere la pezza a colore dicendo che non è il caso di enfatizzare i pessimi risultati politici sulla base di sole due regioni: intanto tra poco è Carnevale e, se le chiacchiere stanno a zero, la colpa è sempre della crisi.

Tribuna d’onore

A questo punto, anziché andare su Rousseau per capire se far processare il Vicepremier leghista, prendiamo atto di una cosa: i tempi sono maturi per la realizzazione di un tribunale virtuale su internet. Gli utenti assisterebbero in diretta alle querelle come parte attiva e comodamente da casa, interagendo mediante una interfaccia chat smart e di facile utilizzo, con la possibilità di usare anche gli adesivi per comunicare meglio. Sarebbe assolutamente controindicato l’utilizzo del correttore automatico, perché la volontà del singolo è sacra e deve esplicarsi nella forma più primordiale possibile. Alla fine dei processi, si voterebbe con un telecomando wi-fi speciale, che il governo farebbe recapitare a ogni cittadino a mezzo posta tradizionale. Dopo dieci espressioni di volontà sulle questioni nazionali, in omaggio un esclusivo pezzo di antiquariato: il Gumbody Meliconi.