No alla casa

Sarebbe bellissimo fermare questi beceri che fanno deflagrare le manifestazioni culturali e si professano indisturbatamente neofascisti, mentre viene loro permesso addirittura di aprire case editrici dai nomi altisonanti per la divulgazione di stronzate inenarrabili. Impazza la polemica sul libro, mentre queste larve riprendono fiato per dilettarsi in intimidazioni varie ed eventuali nelle periferie: tranquillissime minacce di stupri sono incluse nel pacchetto, secondo il principio di una scellerata volontà di rastrellamento etnico. Questi rampolli dell’amor patrio, come al solito, occupano abusivamente uno stabile al centro della Capitale: se la casa è il comun denominatore intorno al quale hanno dato un nome a quella specie di partito in cui hanno provato a raggrupparsi e in nome del quale da anni provano a sbarcare il lunario, speriamo di tornare presto nelle caverne.

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